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Cos’è L’Ecobonus 2018 e come funziona?

La legge di bilancio 2018, discussa ed approvata nel Dicembre 2017, vede protagonisti gli interventi di riqualificazione energetica grazie al cosiddetto Ecobonus.

Questo strumento, messo a disposizione dallo Stato Italiano è stato negli ultimi anni particolarmente utile sia per le famiglie italiane che per le imprese nel favorire un risparmio in termini energetici e monetari.

L’Ecobonus è un bonus fiscale statale che permette di dedurre, a seconda della tipologia di intervento, da un minimo del 50% ad un massimo del 65% per le singoli abitazioni, ma che può raggiungere il 75% in caso coinvolga il miglioramento della prestazione energetica invernale e estiva di interi condomini.

La deduzione, che si concretizza in uno sconto IRPEF-IRES, si ottiene inserendo il dettaglio dei costi di riqualificazione energetica sostenuti nel modello di dichiarazione dei redditi. Se intenzionati ad installare un impianto di efficientamento energetico nel 2018, si potrà usufruire della detrazione fiscale a questi tassi entro i termini della denuncia dei redditi del 2019.

Gli incentivi variano a seconda della tipologia di impianto:

  • Per gli impianti Fotovoltaici, i Sistemi di Accumulo a batterie, le Pompe di Calore e gli impianti di riscaldamento, è prevista una detrazione al 50%.
  • Per le Caldaie a Condensazione la detrazione del 50% può arrivare al 65% per interventi che garantiscano il raggiungimento della classe A.
  • Per Infissi e Schermature Solari (non pannelli solari), la detrazione passa dal 65%(nel 2017) al 50%.

Chi sono i soggetti interessati dalle detrazioni risparmio energetico 2018?

Tutte le tipologie di proprietari di immobili possono beneficiare delle detrazioni Ecobonus, in caso abbiano effettuato o intendano effettuare nel 2018 un intervento di riqualificazione energetica:

Contribuenti con reddito d’impresa: persone fisiche, società di persone, società di capitali, associazioni tra professionisti, enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, persone fisiche titolari di un diritto reale sull’immobile, condomini per gli interventi sulle parti comuni, inquilini, familiari o conviventi qualora sostengano le spese.

Lo sconto IRPEF-IRES Ecobonus può inoltre essere combinato cumulativamente con il Sismabonus per interventi migliorativi che determinino il passaggio fino due classi di rischio inferiori, giungendo così all’85%.

La detrazione è valida sul prezzo pagato per far l’acquisizione di impianti, l’esecuzione dei lavori e l’installazione ed attivazione dei nuovi componenti che consentano di migliorare la prestazione energetica della casa, diminuendo i consumi e le immissioni inquinanti.

Per essere ammessi alla detrazione ed usufruire dell’Ecobonus, bisogna che gli interventi di risparmio energetico siano effettuati su edifici esistenti a prescindere dalla categoria catastale. Sono quindi ammessi all’agevolazione anche tutte le costruzioni residenziali, compresi gli immobili strumentali all’impresa mentre ne sono escluse le nuove costruzioni o quelle in corso di costruzione.

La detrazione è ripartibile in dieci quote annuali di pari importo e si applica su un ammontare delle spese non superiore a euro 136.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.

Questa è valida sul prezzo pagato per far eseguire i lavori, installare e rendere attivi i nuovi componenti che consentono di migliorare la prestazione energetica della casa e quindi di abbassare i consumi e le immissioni inquinanti. Il modo per fruire dell’agevolazione, una volta terminato e pagato I lavori, è quello di applicare il 65% sulle spesa complessiva e suddividere quanto rimasto in 10 quote di pari importo. Così ogni quota, potrà quindi essere detratta dalle tasse tramite dichiarazione dei redditi con modello 730 o modello Redditi ex Unico.

Ecco le novità di detrazione risparmio energetico arrivate con la Legge di Bilancio 2018:

  • Proroga detrazioni risparmio energetico fino al 31 dicembre 2018 insieme al bonus ristrutturazioni, mobili ed elettrodomestici, sismabonus e nuovo bonus verde.
  • Bonus unico condominiale 2018 con detrazione all’80% e 85% se si svolgono contemporaneamente interventi Ecobonus + sismabonus.
  • Conferma delle detrazioni risparmio energetico ai condomini: in questo caso, è possibile fruire di una detrazione pari al 70 o al 75% fino al 31 dicembre 2021:
    • se l’intervento di risparmio energetico riguarda anche il rivestimento esterno protettivo dell’edificio con un incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’immobile stesso, la detrazione risparmio energetico è pari al 70%.
    • se l’intervento di risparmio energetico migliora la prestazione energetica invernale e estiva, invece, la detrazione ecobonus condomini è fino al 75%.

Per essere ammessi alla detrazione ed usufruire dell’eEcobonus, bisogna che gli interventi di risparmio energetico siano effettuati su edifici esistenti a prescindere dalla categoria catastale. Sono quindi ammessi all’agevolazione anche tutte le costruzioni residenziali, compresi gli immobili strumentali all’impresa mentre ne sono escluse le nuove costruzioni o quelle in corso di costruzione.

Quali sono le spese energetiche ammesse e quali i limiti di spesa?

Le Detrazioni risparmio energetico consentono ai contribuenti italiani che effettuano interventi per il migliorativi in termini di efficienza energetica di prestazioni dell’abitazione, di poter detrarre le spese effettivamente sostenute e documentate da relative fatture, nella dichiarazione dei redditi e di beneficiare di uno sconto variabile relativamente a IRPEF – IRES.

Le spese ammesse alla detrazione “risparmio energetico” sono quelle per effettuare i seguenti interventi:

  1. Miglioramento termico dell’edificio attraverso la coibentazioni o la sostituzione di pavimenti, finestre etc; Dal 2018 in poi , la detrazione ottenibile con la sostituzione finestre o caldaie a condensazione, scende al 50% anziché al 65%.
  2. Installazione di pannelli solari: purché venga rispettato il seguente termine minimo di garanzia: 5 anni per i pannelli e i bollitori e 2 anni per gli accessori e i componenti tecnici, e la conformità alle norme UNI EN 12975 o UNI EN 12976, certificati da un organismo di un Paese dell’Unione Europea e della Svizzera.
  3. Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;
  4. Installazione domotica per il controllo da remoto e distanza degli impianti di riscaldamento attraverso dispositivi multimediali.

Gli importi limite di spesa detraibile, varia a seconda del tipo di intervento:

  1. 100.000 euro se si effettuano interventi di riqualificazione energetica;
  2. 60.000 euro se si effettuano interventi sull’esterno dell’edificio;
  3. 60.000 euro se si effettua l’installazione di pannelli solari per produzione di acqua calda per usi domestici o industriali, o pubblici.
  4. 30.000 euro se si effettua la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale mediante l’istallazione di caldaie a condensazione, pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia;

Quali documenti sono necessari al fine di usufruire dell’Ecobonus?

Il contribuente può usufruire dell’Ecobonus presentando la seguente documentazione, nella dichiarazione dei redditi:

  • Asseverazione di un tecnico abilitato o la dichiarazione resa dal direttore dei lavori;
  • Attestazione di partecipazione ad un corso di formazione ad hoc in caso di autocostruzione dei pannelli solari.
  • Certificazione energetica dell’immobile fornito dalla Regione o dall’Ente locale o attestato di qualificazione energetica predisposto da un professionista abilitato.

Entro 90 giorni dal termine dei lavori di riqualificazione energetica, è obbligatorio trasmettere via telematica all’Enea, la scheda informativa degli interventi realizzati e la copia dell’attestato di qualificazione energetica.

Come pagare gli interventi di risparmio energetico?

Tramite comunicato dell’Agenzia delle entrate, vi illustriamo i modi di pagamento:

  • Per chi non ha reddito d’impresa: il pagamento degli interventi di risparmio energetico deve avvenire obbligatoriamente tramite il bonifico parlante, dichiarando nella causale l’apposita dicitura in base al tipo di detrazione spettante, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale si sta effettuando il pagamento;
  • Per chi ha reddito d’impresa: non c’è obbligo di bonifico parlante ma va conservata tutta la documentazione per provare le spese effettivamente sostenute.
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